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Paragrafo 4 . La fine della "solidariet nazionale".

La  fase  successiva  all'assassinio di Aldo  Moro  fu  contrassegnata
dall'approvazione  di  importanti  provvedimenti  legislativi.  Il  22
maggio  del  1978 venne approvata la legge 194 "per la tutela  sociale
della maternit e sulla interruzione volontaria della gravidanza", che
disciplinava  l'aborto non considerandolo pi un reato. La  questione,
data  la  gravit  dei  problemi morali e sociali  ad  essa  connessi,
continuer  ad essere oggetto di dibattito sino ai nostri giorni.  Con
la legge 180, anch'essa varata nel maggio del 1978, i manicomi vennero
aboliti e sostituiti con servizi territoriali, per l'inserimento nella
vita  associata dei malati meno gravi, e con l'istituzione di  reparti
di  psichiatria  negli ospedali ordinari per la  cura  di  quelli  pi
gravi. L'approvazione della legge non fu per seguita da provvedimenti
che  ne  garantissero l'applicazione, per cui il problema  dei  malati
mentali  rester privo di soluzioni soddisfacenti e finir per gravare
soprattutto  sulle  famiglie. La legge 833 del 23  dicembre  del  1978
realizz  la  cosiddetta "riforma sanitaria", che aveva  lo  scopo  di
garantire a tutti i cittadini l'assistenza medica gratuita: gran parte
delle  competenze  in  materia vennero trasferite  alle  regioni,  che
avrebbero  dovuto  operare  attraverso  le  unit  sanitarie   locali,
strutture  di base del servizio sanitario nazionale. Anche  in  questo
caso  i  buoni intendimenti della legge saranno in molti casi  traditi
nella  fase  di  attuazione,  e  il sistema  sanitario  pubblico  sar
caratterizzato da inefficienze, sprechi, abusi e gestione  clientelare
da  parte  dei  partiti. Altro importante provvedimento  fu  la  legge
sull'"equo  canone",  approvata nel luglio  del  1978,  che  stabiliva
precise  norme per la determinazione del prezzo degli affitti;  questa
fin  per  garantire  pi  i diritti degli inquilini  che  quelli  dei
proprietari che cos divennero restii ad affittare le case: nel  corso
degli   anni  il  numero  di  alloggi  disponibili  ad  equo   canone,
specialmente nelle grandi citt, diminuir progressivamente,  rendendo
ancora pi acuto il problema della casa.

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Una cos rilevante attivit legislativa rappresentava in gran parte la
conclusione di un processo iniziato con gli anni Settanta e  volto  ad
adeguare   l'ordinamento   giuridico  ai  principi   e   ai   precetti
costituzionali o a introdurre leggi che tenessero conto  delle  mutate
condizioni  sociali.  Questo  non  significava  dunque  stabilit  nei
rapporti  tra i partiti della solidariet nazionale, che anzi andarono
progressivamente deteriorandosi. La democrazia cristiana e il  partito
comunista, infatti, irrigidirono le loro posizioni, mentre il  partito
socialista,  guidato dal nuovo segretario Bettino Craxi,  mirava  alla
ripresa dell'alleanza con i partiti di centro per la formazione di  un
governo che riportasse il PCI all'opposizione.
Alcuni eventi politici contribuirono a rendere pi tesi i rapporti tra
i partiti della maggioranza. Le elezioni amministrative svoltesi il 14
e  15  maggio  1978  in  alcuni  comuni italiani  avevano  segnato  un
consistente  aumento  della  DC  e  del  PSI  ed  un  calo  del   PCI,
evidenziando  l'insoddisfazione della base comunista per  la  politica
del  "compromesso storico". Il 15 giugno si dimise il presidente della
repubblica  Giovanni  Leone, accusato di essere coinvolto  in  vicende
economiche e politiche poco limpide. Al suo posto fu eletto,  con  una
vasta  maggioranza,  il socialista Sandro Pertini,  vecchio  militante
dell'antifascismo ed autorevole capo della Resistenza.
Nel  corso  degli ultimi mesi del 1978 il PCI manifest  un  crescente
dissenso  nei  confronti del governo Andreotti,  indicando  infine  la
propria   partecipazione  diretta  come  condizione   necessaria   per
l'attuazione  del  programma concordato e per  la  prosecuzione  della
solidariet  nazionale. La richiesta comunista  venne  respinta  dalla
democrazia  cristiana, nella quale avevano ormai preso il  sopravvento
le  correnti  pi moderate. I contrasti tra i due partiti  diventarono
quindi  insanabili e alla met di gennaio il PCI ritir l'appoggio  al
governo.  Seguirono le dimissioni di Andreotti ed alcuni tentativi  di
formare  un  nuovo  esecutivo, falliti i quali,  il  presidente  della
repubblica Sandro Pertini sciolse anticipatamente le camere e  indisse
nuove elezioni.
